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Se la scimmia impazzisce, placala

Se la scimmia impazzisce, placala
La mindfulness che aiuta a stare meglio, anche in azienda

Zittisci la monkey mind.

Ho mal di testa

“Chissà dove sarò tra 10 anni”

“Se mi fossi svegliata prima questo traffico me lo sarei risparmiato”

“Finalmente è venerdì, peccato che il weekend duri sempre troppo poco”

“Sinceramente non so proprio cosa accadrà…”

Vi è mai capitato di avere la mente invasa da pensieri simili? Magari siete in macchina e vi immergete in una coltre di pensieri e film mentali così potenti che a volte arrivate a destinazione senza ricordare la strada che avete fatto. È come se il corpo sapesse automaticamente dove andare ma l’attenzione della mente fosse rivolta a tutt’altro.

La nostra mente, ogni giorno, si riempie di pensieri e preoccupazioni, in un continuo ping-pong tra le incognite del futuro e le regressioni sul passato. Sembriamo programmati per raggiungere una felicità che il più delle volte sfugge dalle nostre mani.

Non è questo il luogo per andare ad indagare il senso della vita, ma sono questioni che l’essere umano si pone da sempre e nel corso della storia le pratiche per affrontare i pensieri negativi si sono largamente sviluppate: la Mindfulness è una di queste.

La pratica di meditazione Mindfulness viene utilizzata non solo in contesti clinici ma anche in molti contesti organizzativi, al fine di sviluppare e potenziare il benessere aziendale e aiutare a placare quella che viene definita la monkey mind: la nostra mente è come una scimmietta urlatrice e dispettosa che richiede continuamente la nostra attenzione mandandoci in confusione e distogliendo la nostra attenzione dal presente.

Bisogna imparare a zittirla.

 

Qui. Ora.

Quando per la prima volta ho sentito parlare di mindfulness ho pensato ad una pratica che poco potesse avere a che fare con la vita caotica e moderna del mondo occidentale.  ERROOOOOORE! Non ci è voluto molto tempo per ricredermi e devo ammettere che, nonostante sia ancora alle primissime armi, sono stata piacevolmente colpita nello scoprire che non solo la mindfulness è una pratica molto concreta, ma che può essere un valido aiuto nella vita quotidiana di ognuno di noi, anche nel contesto lavorativo.  MAFACCIAMOUNPASSOINDIETRO.

Che cos’è la mindfulness? 

Per rispondere a questa domanda in modo soddisfacente bisognerebbe scrivere un libro e guarda un po’ qualcuno l’ha scritto, quindi vi consiglio di leggere Qui ed Ora, strategie quotidiane di mindfulness (Ronald D. Siegel, Erikson, 2018) che non è l’unico presente in letteratura ma che personalmente ho trovato esaustivo e accessibile a tutti.

Sviluppatasi nel corso di migliaia di anni, oggi è una pratica meditativa che pone le sue fondamenta sulla “consapevolezza che emerge prestando intenzionalmente attenzione, nel momento presente e in modo non giudicante, al dispiegarsi dell’esperienza, momento per momento” (Kabat-Zinn, 2003).

Il qui ed ora, in ogni suo connotato piacevole o spiacevole, diventa colonna portante della pratica della mindfulness. La vera rivoluzione è “stare” nel presente e viverlo così com’è, senza giudizio, con compassione.

L’obiettivo non è quello di fuggire il malessere, ma accoglierlo e attraversarlo senza avere la pretesa di combatterlo a tutti i costi, di scacciarlo con tutte le nostre forze. Pensate a quanta fatica in meno faremmo!

Anche se le origini della mindfulness sono ricondotte alla tradizione meditative del buddismo classico (in realtà il beneficio della meditazione è sempre stato riconosciuto anche in altre confessioni come quella cristiana, induista etc..) non è necessario essere buddisti né aderire a qualche altra religione o filosofia per praticarla ed è dunque accessibile a chiunque.

I benefici della meditazione sono ormai scientificamente conclamati e addirittura alcuni studi hanno evidenziato una modificazione di alcune strutture del cervello in soggetti che praticano regolarmente esercizi di meditazione.

Ma come può la meditazione essere utile in azienda?

 

Essere mindful in azienda. 

Siamo in un’era in cui la produttività in azienda e nelle organizzazioni non è più legata alla semplice conoscenza tecnica e il focus è sempre più orientato nel cercare di massimizzare il benessere dell’individuo.

Per questo motivo sono molte le aziende, soprattutto in America, che hanno deciso di implementare percorsi basati sulla mindfulness: Apple, fornisce spazi ai dipendenti consentendo loro di avere 30 minuti al giorno per meditare in ufficio, i dipendenti Nike hanno accesso a sale relax e possono prendere parte a corsi di meditazione e yoga, e anche Google ha sviluppato un programma di corsi di mindfulness per sviluppare l’intelligenza emotiva. E la lista sarebbe ancora molto lunga.

Anche da noi questa pratica sta pian piano prendendo piede e comincia ad essere introdotta all’interno di diverse aziende.

Ma funziona davvero?

Diversi studi hanno dimostrato che la Mindfulness influenza positivamente la flessibilità e la prontezza cognitiva; chi pratica esercizi di meditazione ha una maggiore attenzione durante lo svolgimento di un compito con conseguente diminuzione di “errori” ed è maggiormente incline a sviluppare un’autoregolazione che porta alla capacità di valutare situazioni ed eventi con più calma e imparzialità.

Interessante è il case study di Neocogita che ha applicato un protocollo mindfulness, della durata di 4 settimane, su un campione di 15 addetti al call center. Ai partecipanti sono stati somministrati dei test pre e post protocollo, al fine di indagare tre aree: stress, ansia e presenza mentale.

I risultati dei test successivi alle 4 settimane di pratica mindfulness mostrano un aumento della presenza mentale e una diminuzione dei livelli di stress e ansia.

A quanto pare, insomma, questa pratica apporta realmente dei benefici di diversa natura e, al di là del campo d’applicazione, può essere uno strumento valido per volerci un po’ più bene e imparare che se la scimmia impazzisce abbiamo gli strumenti per placarla.

L’augurio che vi/ci faccio, soprattutto in questo periodo di Natale, è quindi quello di provare davvero a godercelo a pieno, momento per momento.


Chiara Di Marco

HR Consultant


Bibliografia

KABAT – ZINN, J. (2003) Mindfulness-based interventions in context: past, present and future, Clinical Psychology: Scienza and Practice.

SIEGEL, R. D. (2018), Qui ed ora, strategie quotidiane di mindfulness, Trento: Erikson.

Sitografia

http://www.neocogita.com/wp-content/uploads/2016/12/WP_CaseStudy_Mindfulness-in azienda.pdf

http://www.istitutomindfulness.com/mindfulness-in-azienda/

http://www.mindwork.co/what-is-workplace-mindfulness/the-research-on-mindfulness

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