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Felicità e lavoro: i tre miti da sfatare

Felicità e lavoro: i tre miti da sfatare

Cosa c’è all’origine della felicità al lavoro? Il quotidiano inglese The Guardian, sulla base di un’indagine in cui è emerso che il 47% della popolazione britannica si dichiara insoddisfatta e di voler cambiare il proprio lavoro, si è interrogato sul tema.

Comunemente si tende a pensare che avere un salario più alto, ferie più lunghe ed ottenere una promozione possano renderci lavorativamente felici. E allora perché questa sensazione di benessere, una volta ottenuto ciò che tanto si è desiderato, non è duratura?


La risposta sta nel fatto che in molti, nel corso della propria vita, hanno seguito dei miti lavorativi. Proviamo a sfatarli insieme.

1Se guadagnerò più soldi sarò più felice.

Secondo il ricercatore psicologo Dr Donald Riggio, “La nostra percezione sui soldi e su quanto guadagniamo dipende da ciò che fanno gli altri”. Dunque, se si guadagna molto ma si scopre che un collega con una mansione analoga guadagna ancora di più, questo determinerà insoddisfazione.

Non solo, oltre una certa soglia di reddito e soddisfatti i bisogni di sicurezza e sopravvivenza per i quali i soldi sono un mezzo importante, subentra qualcos’altro sulla felicità che il “denaro non può comprare”

2Più ferie faccio e più sarò felice.

Il numero di giorni di ferie portano relativamente ad essere più felici in quanto l’essere umano si abitua a tutto prima o poi. Una volta entrati nella routine delle ferie non si percepisce più il benessere iniziale. Inoltre se già si odia il proprio lavoro, come potrebbero le vacanze aiutare?

3Cambiare lavoro o fare carriera mi renderà più felice.

Alcune ricerche condotte da psicologi su top managers monitorati nel corso di cinque anni, hanno rivelato che se all’inizio del cambiamento di lavoro c’era stato un picco del livello di felicità, a distanza di un anno questo è sceso in maniera drastica.

In conclusione, cosa contribuisce allora alla felicità sul lavoro? Tre sono gli spunti interessanti su cui riflettere.

  • Secondo Sonja Lyubomirsky, psicologa e autrice del libro “The How of Happiness”, la chiave della soddisfazione è da ricercare nel perseguimento di specifici obiettivi collegati al proprio lavoro, piuttosto che obiettivi generici come “guadagnare di più”.
  • Per Michelle Gielan, fondatrice dell’Istituto di Ricerca Positiva Applicata, avere degli amici sul posto di lavoro può fare la differenza.
  • Shawn Achor, psicologo e autore di “The Happiness Advantage”, pone l’accento sull’importanza del dare un senso all’attività lavorativa che si svolge e questo è possibile se si costruiscono relazioni, se si sviluppano capacità ecc.

Abbandoniamo i falsi miti per approcciarci al lavoro in maniera diversa, costruendo relazioni sane, dando significato a ciò che facciamo e sviluppando le nostre abilità [1].


Michela Cremona

Junior HR Consultant


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